Get a site
 

Per chi l'ha visto e…

Per chi l’ha visto e per chi non c’era.

“Blog: Come cambia la scrittura in rete..”

Siamo arrivati alla sala Metrò della Mostra d’Oltremare dopo aver schivato all’ingresso gli ex-tossicodipendenti di Le Patriarche che ci chiedevano (inspiegabilmente, in inglese) “una firma contro la droga”.

In netto anticipo, alle 18:00; era ancora in corso il dibattito su Arte e nuove tecnologie nell’era digitale, in concomitanza con la presentazione del libro “Musicman_machine”, al quale partecipava tra gli altri Derrick De Kerckhove (ricordate questo particolare, sarà ripreso più avanti).

X§°nalita’ C°nfusa alle 17:22 aveva annunciato via SMS che erano prossimi all’arrivo anche lui e b.georg, appena atterrati a Capodichino con un volo VolareWeb.

In realtà, i primi ad arrivare, intorno alle 18:30, sono stati Giuseppe Granieri e pochi altri, che si sono strategicamente disposti nelle poltrone di fronte a noi all’ingresso della sala, dato che la sala stessa era ancora occupata dai Planet Funk e dal pubblico interessato alla musica digitale e alla letteratura in merito, online e cartacea.

Finalmente, alle 19:00 quasi esatte, vediamo arrivare il Poeta, il Confuso e l’immancabile e sempre informatissima PrincessProserpina. Pochi istanti prima s’erano visti per pochi momenti Luca Sofri e Daria Bignardi, allontanatisi poi quasi subito insieme ad alcuni personaggi col badge “Galassia Gutenberg” sulla giacca o sul tailleur.

Il nostro eroe ha l’aria vagamente disorientata, il ritardo sull’arrivo annunciato è parzialmente giustificato dal fatto, da lui sottolineato come surreale, che ha dovuto concedere un’intervista radiofonica all’ingresso. Viene immediatamente circondato da amici e conoscenti. Baci e abbracci sono palesemente di sollievo, appare decisamente sollevato dal vedere facce amiche intorno. Dopo i saluti di circostanza, la prima domanda che ci rivolge, con aria vagamente stranita è :
– Che faccio, entro? –

Sul palco si sono già sistemati il coordinatore Marino Sinibaldi, conduttore di una trasmissione radiofonica che si è già in passato occupata di blog, Giovanni De Mauro di Internazionale.it, lo scrittore Tiziano Scarpa in rappresentanza di Nazione Indiana e il già citato Luca Sofri.

viene piazzato accanto al titolare di Wittgenstein con lavagna luminosa piantata in faccia a mo’ di riflettore da interrogatorio, alla sua destra si sistemano la Pizia e Giulio Mozzi.

Dopo alcuni (vani) tentativi di sistemare il videoproiettore in modo che il fascio non abbagli almeno a metà il nostro, l’evento ha inizio.
Prende la parola Sinibaldi per l’introduzione, tenta una descrizione del fenomeno blog, si incarta simpaticamente su alcuni luoghi comuni, al che Luca Sofri gli strappa amichevolmente il microfono dissociandosi e chiarendo come parte delle cose da lui dette fossero IHAO “stronzate”.

Dopo una breve introduzione alternativa, si tenta di passare la palla a Tiziano Scarpa, che però afferma perentoriamente di non essere interessato a fare come nei convegni in cui ci sono le varie introduzioni di professori e addetti ai lavori e poi si dà la parola agli oratori da tutti attesi, e quindi di voler prendere la parola solo dopo aver ascoltato e la Pizia.

A questo punto l’acclamata Blogstar prende la parola e, scordandosi palesemente la traccia abbozzata, ha comunque un’idea brillante: chiede ai presenti di alzare la mano, una prima volta per sapere chi ha un blog, la seconda volta per chiedere chi almeno sapesse già, tra gli altri, cosa fosse un blog, e concludendo che c’era almeno una parte degli astanti che non rientrava in nessuna delle due categorie. Segue un tentativo di definizione, abbastanza semplice e forse semplificato, ma tutto sommato chiaro e lucido nell’esposizione, in confronto a quelli che l’han preceduto e son seguiti (il che la dice lunga).

Sofri a questo punto interviene con un esempio illuminante per chiarire la differenza tra carta stampata e blog: – Se io domani voglio scrivere sulla prima pagina del Foglio o di Repubblica che è una testa di cazzo, non lo posso fare! Ma se decido invece di farlo sul blog, non solo si può, ma succede tutti i giorni! –
A questo punto, resosi conto delle implicazioni della frase se presa letteralmente, chiarisce: – Succede, in generale, non riferito a X§, pover’uomo, eh? –

La Pizia si presenta, fa una breve storia della sua personale esperienza e del suo concetto di blog e si autodefinisce snob. Segue intervento abbastanza soporifero di Giulio Mozzi (non per i contenuti, pertinenti e intelligenti, ma per il tono monocorde della voce, peggio del Tavor, un autentico ipnagogico) e una domanda della Pizia a Giovanni De Mauro, che in effetti è una lunga considerazione che espone con dovizia di particolari il suo punto di vista, l’unica domanda sottintesa pare essere alla fine “Ho ragione?”. De Mauro risponde come può, citando comunque il blog di Salam Pax come discriminante, il che non è poco.

Arriva il momento clou della serata: Tiziano Scarpa, dopo aver fatto la storia di Nazione Indiana (da qualcuno in piccionaia definita a mezza voce “triste”, il che ha indispettito non poco Scarpa che si è voltato con aria di sfida verso la gradinata per il resto dell’intervento), inizia a definire quella che per lui è la differenza fondamentale tra blog ed editoria: gli autori di blog sono terribilmente, spaventosamente soli, in quanto non devono confrontarsi con agenti letterari, editor, correttori di bozze, insomma, coloro che regolano l’accesso alla pubblicazione, da lui definiti “I Guardiani della Soglia”, il che provoca in Luca Sofri reminiscenze filmiche (Ghostbusters, il Guardia di Porta e il Mastro di Chiave, schiavi del demone Zu‘ul) che Marquant avrebbe senz’altro apprezzato, ma un autentico moto di ribellione da parte di Strelnik, che inizia a rumoreggiare e infine sale sul palco dalla parte della Pizia, e nonostante il coordinatore tenti di rimandare dicendo che “dopo” ci sarà il dibattito (NO! il dibattito NO! e tutti si alzano in piedi e fuggono) riesce a prendere la parola e rivolgere a Scarpa una sentita obiezione, che si può così sintetizzare: chi scrive un blog lo fa per hobby e comunque a gratis, la mattina si alza per andare a lavorare, non come gli scrittori professionisti e i giornalisti che son pagati per scrivere (qualcuno direbbe “sempre meglio che lavorare”) e conclude con un appassionato consiglio a , in limpido toscano “semmai dovessero ‘ominciare a pagarti, X§, e potessi mollare il lavoro, fallo, ‘un ci pensà du’ volte, fallo!” col nominato che annuiva sorridendo.

Mentre Scarpa inveiva per l’intervento “di una demagogia sconcertante” del giovane nel frattempo tornato in platea, non possiamo tacere il fatto che Sofri si alzava per dare la mano a Strelnik, circa in concomitanza col secondo flautato “Dio mio” del noto scrittore, che pur affermando d’andare in ufficio ogni mattina e negando d’essere un gentiluomo di campagna, non mancava comunque di paragonarsi implicitamente a Dostojevsky nella replica, con la quale ha comunque guadagnato diversi punti e l’attenzione di fan adoranti che, oltre a prendere appunti, salivano poi sul palco a spiegare al “ragazzo” quel che aveva appena detto (senza offesa per gli operai, s’intende).

Nient’altro di notevole da riportare, circa l’evento in sé, se non un particolare: Derrick De Kerckhove si è trattenuto ad ascoltare, scuotendo vigorosamente la testa mentre parlava Sinibaldi, sorridendo al primo e al secondo intervento di e abbandonando la sala solo a metà circa del primo intervento di Giulio Mozzi, un bel po’ prima del liberatorio “Ho finito” al quale ho avviato uno scrosciante applauso.

Tesi e antitesi indubbiamente ci sono.
Herr Effe mi perdonerà se è mancata la sintesi.

Il seguito, col resoconto di quella che sarebbe dovuto essere il Blog Party danzante, le interviste televisive al Confuso, le peregrinazioni per la cena in Pizzeria e il brunch della domenica, nel prossimo post.

    4 Responses

    1. Benvenuto alla tavolata, Gilga!

    2. Sto leggendo i resoconti che mi ero perso.
      secondo me il discorso di Scarpa era valido, ma per quelli come lui, che già vivono nel mondo dell’editoria. chi non ha mai pubblicato niente invece non soffre la mancanza del guardiano, anzi, la responsabilità della pubblicazione lo porta ad essere un po’ guardiano di sè stesso.
      ciao,
      Omar

    3. Ho apprezzato molto il tuo sguardo sul dibattito. C’ero anch’io, e il mio commento è certamente più breve e meno equilibrato. Ti leggo con piacere. Ellie

    4. Nella minirassegna su Verba manent ho inserito anche i rimandi ai vostri interventi.