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Grappa e castagne

Fintanto che c’è ancora neve, sebbene la primavera incomba prepotente, nell’aria fresca fresca di un rifugio a 2046 m, un bicchierino di grappa e castagne è quel che ci vuole. Fidati, come mi sono fidato io dei gentili ristoratori del Wissomatto, comodamente raggiungibile anche con gli sci ai piedi grazie alla seggiovia di Gressoney Saint Jean.

In quella grappa sembrava fosse disciolto del miele e invece, m’hanno spiegato, è la castagna lasciata sotto spirito a rilasciare i suoi zuccheri fino a produrre quel nettare, capace di deliziarti e rimetterti immediatamente in sesto anche dopo un pranzetto sostanzioso, per poter tener dietro ai pargoli che scivolano giù con una disinvoltura decisamente superiore alla tua.

In rete ho trovato questa ricetta: non so se corrisponda esattamente a quella del Weissmatten e relativo comprensorio, ma suppongo ci si possa avvicinare. Salute!

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