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Gli amici.
Che quelli ti fermi un istante, spolveri le scarpe bagnate da queste pozzanghere di tempo che vien giù il padreterno e poi, ci pensi.
Agli amici.
E non te ne capaciti che dici ce ne saran poi tanti fra le persone che conosco ma quelli che ti salvano con un sorriso, che ti capiscono anche da uno starnuto e che ti tiran fuori di casa in piena notte quando sei in piena crisi, quelli: quanti ne conti?
Io non certo parecchi, chiudo una a una le dita nei palmi e quel che mi rimane sono i miei piccoli pochi amici bastardi.
Sono un dono, credo almeno, limitato per ciascuno.
Ed è un bene che questo non sia poi tanto sparso a troppa gente, ma anzi beato che rimanga come protetto.
Credo che ognuno di noi ne abbia di quelli, contenti pochi e buoni. No?
Io stasera penso ai miei salvaculo antidepressivi preferiti.
Fatemi un favore, fate lo stesso anche voi.
E se non li sentite da un po, ci fossero ancora i gettoni, ve ne darei uno per uno per fargli uno squillo ciascuno.
Dai.


Mike.

    4 Responses

    1. Evviva gli amici.. io con uno ci ho appena finito di parlare..
      E se non ci fosse stato lui stasera..
      A volte ti senti proprio giuissimo e meno male che c’è qualcuno che è pronto a tendere la sua mano. Bacio ad Arch.. che non leggerà mai queste mie parole.. ma a cui voglio un bene fortissimo

    2. Mi piacciono le amicizie in cui ogni volta che ti rivedi, anche a grande distanza temporale, riscattano i clic e ti sembra di non esserti mai separato.

    3. mike, per quello che hai scritto, e se avessi il tuo numero, io chiamerei te.

    4. Mike, vergogna! Cosa aspetti a dare il tuo numero a Astrid? Da Bergamo al Friuli non è così lunga come credi.