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TERRORISTI

Ti alzi come ogni mattina, ti sbarbi incidentalmente lasciando un pizzetto non troppo curato che tradisce ruggini nel tuo quotidiano.

Fai colazione veloce. In piedi. Al bar sotto casa.

Leggi qualche pagine de "Le correzioni" sulla linea verde, ma tanto grigia, della Metropolitana Milanese; non finirai mai di indignarti per la pochezza delle nuove edizioni Einaudi.

Sali a livello strada e aspetti fiducioso l’arrivo del "2" a P.ta Genova.

Ti siedi indaffarato a pensare. Accanto a te un ragazzo sulla trentina, ma forse è sulla quarantina.

Indossa un completo da "jogging" (strano termine, davvero strano) pantaloni girigi e maglia grigia il tutto marcato "FILA".

Dopo un paio di fermate il ragazzo inizia a parlare al suo pubblico. Giuri a te stesso che sembra Gasmann. Gli assomiglia sia nel portamento, sia nella dizione.

"Quello non è mio fratello. Quel figlio di puttana non è mio fratello. Questo è terrorismo internazionale, dovrebbero dargli quarant’anni di galera. Non è mio fratello. È un terrorista internazionale; è un terrorista internazionale."

Dice proprio così. Lo giuri. Lo dice. Si alza e scende alla prossima fermata.

    One Response

    1. bellissimo il tuo modo di raccontare questa cosa…