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Qui è notte, qui è tardi. E io ritorno da queste parti. Cane randagio torno rasente ai muri dell’Osteria e sguscio ad accarezzarvi le gambe acccavallate alla tavolata. Semplicemente per dirvi: come state? Oppure: va chi c’è seduto qui! E quanta gente nuova! Commensali di parole ingurgitate. Passo a quest’ora di lupi in ululo e mi vien da chiedervi: qual’è l’alchimia che rende il nostro scrivere così scavato nell’anima quando tutto attorno a noi è nero pece e oro luna? Perchè di notte non scivoliamo via dalla nostra pelle diurna ma anzi ci scaviamo dentro, a volte fino a scoprirci le ossa di quel che ci regge in piedi e ci fa essere veramente noi stessi? Dovremmo conoscerci la notte, intavolati, per riconoscerci davvero tutt’interi di giorno.No?


Mike.

    3 Responses

    1. Perchè qui siamo “liberi” di essere noi stessi, finalmente, senza obblighi, convenzioni, paure.
      Un po’ come col migliore amico che sa tutto di te…il resto del mondo vede solo le nostre maschere, indossate all’occorrenza; non so per te, ma per me sta cominciando a diventare pesante questo dualismo.
      Buona giornata….e alla prossima notte…

    2. Dualismo? Piano piano smussalo, portando la tua unicità ovunque (con le dovute cautele e prudenza, specialmente all’inizio).

    3. Non credo si possa fare…non a tutti si puo’ scoprire il proprio animo…con voi lo sto facendo , ma fuori c’è un mondo di cannibali e iene…se sanno che soffri ti si avventano addosso….meglio sorridere sempre e comunque.