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In questa giornata d’autunno mi sono svegliata con il pensiero della Viennetta.
Il senso delle cose è così variegato che stamattina mi sono chiesta perchè anche la Viennetta non sia più la stessa..
Poi mi sono venute in mente le famose torte gelato di quando ero bambina.
Ora non esistono più e anche se allora non mi piacevano troppo, le ciliegine candite sopra al quel mare di panna gelata mi davano un senso di conforto perduto per sempre.
Era festa, magari domenica o ferragosto e magari quelle ciliegine fatte roteare dentro alla bocca, avevano un sapore diverso da quello che percepivo con le mie papille gustative.
Una volta mi sono tagliata una papilla gustativa, si era gonfiata e mi dava fastidio così ho preso un paio di forbicine per le unghie e zac! l’ho eliminata come facevano i miei coetanei con i brufoli.
La lingua mi ha sanguinato per un bel po’ e la sera mangiare la minestra calda è stato un bel tormento ma la papilla indisciplinata era stata eliminata e con essa se n’era andata anche la verginità corporea dell’infanzia: avevo preso coscienza di aver un corpo da scoprire con tutte le sue sfaccettature più incredibili.
Ognuno segue i suoi percorsi, i miei sono molto variegati e sono cominciati con una papilla gustativa

 

    3 Responses

    1. Per fortuna la prima volta che mi si è gonfiato non avevo a portata di mano strumenti da taglio.

    2. Guarda ho trovato il tuo testo perché cercavo su internet qualcuno che si forre tagliato come me una papilla gustativa. Io ne ho tagliate un bel po in questi giorni perché ce le avevo gonfie e bianche. Solo che io il mio corpo lo conoscevo già un po meglio dato che ho 28 anni.