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La Cena dei Pazziati

Questa Pazziata è finita com’è cominciata: mangiando. E bevendo, naturalmente. E ridendo.
Dicevamo che se andava avanti così, invece del copione avremmo messo in scena una digestione.
Insomma, eravamo alla Locanda del Zio Masciu. Quando vai ospite dal Zio Masciu non puoi dire le solite cose tipo io porto il dolce o io porto il vino. Fa tutto LUI. Il dolce per esempio è il motivo per cui il Zio Masciu ti lusinga con il primo e ti illude con il secondo. Già sei lì che mugoli e gemi e ti spèrtichi in complimenti al sugo e accidenti al pollo. Il pollo del Zio Masciu è la prova che Dio esiste e sa di airone, di pernice, di pavone. Di una cosa che non è sicuramente pollo. Ma dicevo, il dolce. Il Zio Masciu ci ha fatto la Saint Honorè. La fa solo una volta all’anno perché ci vuole il lavoro di un giorno. Ha fatto la crema. Ha fatto i ricciolini di panna in due colori con la sacca da pasticcere. Ha fatto il pan di spagna. Ha fatto i bignè. HA FATTO I BIGNE’!!! E poi ha fatto una sangrìa che non c’è vino che tenga. E noi non abbiamo tenuto neanche la sangrìa. Alle due di notte siamo barcollati tutti insieme appassionatamente davanti al pc per vedere il mezzo migliaio di foto (mezzo migliaio davvero) che ci ha fatto Aladin. Quel ragazzo è un genio. E poi devo scriverlo, che quella sera lì i pazziati mi hanno regalato una lampada dell’Ikea. Non so a voi, ma a me restano solo due desideri.

    2 Responses

    1. Un desiderio è già esaudito con la tua presenza qui: benvenuta alla tavolata, Copiascolla!

    2. :))

      narsil