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MAI DA SOLI, MAI

Ai miei unici amici Pietro e Zu

Amici miei c’è in giro un dispendio di parole così inutili da farmi sempre più spesso pensare alla babele di biblica memoria.

Parole parole parole, ma sempre meno da dire.

La cosa che mi fa più strano è questa moda, ormai in voga da qualche anno, di non raccontare a nessuno i propri guai, quasi che la parola d’ordine sia FELICITA’ COSTI QUEL CHE COSTI.

Un’offesa alla mia personale intelligenza e anche a quella di coloro ai quali l’esperienza di vita ha insegnato che mai nulla può andare per il senso giusto per troppo tempo.

Ma l’odierno leit motiv a quanto pare è: APPARIRE FELICI.

E quando sommessamente e con un certo savoir faire provi a buttare lì che dagli astri o dallo sguardo del tuo interlocutore non risulterebbe una gioia così sprizzante allora le persone si chiudono in un dignitoso silenzio quasi a voler far capire che i propri guai ognuno se li gestisce da sé, è così che insegna la vita.

Che la vita insegni a vivere dubbio alcuno non v’è

ma che da parte di giovani e giovanissimi si pretenda di offendere l’altrui intelligenza con la cagata del FAI DA TE a me sembra arrogante, presuntuoso e pretestuoso.

E mi spiego.

Arrogante. Perché ci si arroga il diritto di FARCELA DA SOLI. E mi spiace per i sapientoni ma da soli nessuno può, mai. Forse appena appena le seghe a voler parlar forbito e in taluni odierni casi neanche quelle, credo.

Presuntuoso. Perché si presume che l’interlocutore sia incapace o non desideroso di aiutarci. E anche in questo caso bisognerebbe ricordare che la vita NON E’ MATEMATICA PURA ma un coacervo di circostanze incasinate e di varianti impazzite che, a provarci sempre, possono farti trovare la luce laddove il buio sembra più pesto.

Pretestuoso. Perché mentre apparentemente si pretende da se stessi di farcela da soli, in verità il messaggio subdolo che si manda in giro è il seguente: IO MI CURO I CAZZI MIEI, PER CORTESIA ALTRETTANTO VEDI DI FARE TU!

Bene, la vita stessa vi darà torto, Figli del Duemila. E darà torto ai vostri genitori che v’hanno tirato su con la solidarietà fatta a parole e il menefreghismo nei cromosomi.

La mia natura è pragmatica, la mia razionalità è d’acciaio inossidabile quando lascio da parte la mia vita a cartoni animati. Perciò non credo di aver sognato scoprendo che la vita è invece un girotondo d’amore all’interno del quale si DEVE seminare generosità che se non verrà ripagata dalla persona alla quale è stata devoluta sicuramente verrà restituita in soldoni sonanti ed interessi da chissà quale altra parte.

A me questo la vita ha insegnato, e non vivo di sogni né di chimere.

Chiudersi nel grattacielo del FACCIO DA ME non è mai servito a nessuno

se non a sentirci tutti aridi e vuoti come sterpi nel deserto

malinconici e tristi come corde di violino scordate

inutili come quegli insetti che ci domandiamo perché esistano.

Amici Pietro e Zu

il nostro sogno di condivisione sembra aver riscontrato proprio in internet un muro di granito che pare invalicabile. Un muro fatto di alleluia nei commenti affollati di vib e blogstar ma di solitudine totale nei commenti dove i post invitino alla riflessione, o nella tua radio Pietro.

Perché nessuno ha capito di quanto sia liberatorio mettersi a urlare coram populo gridando

mi sono rotto il cazzo di questo destino maledetto!

senza vergognarsi,  ma anzi scoprendo che al proprio urlo inferocito rispondono altri diecimila urli più inferociti del nostro.

Il mio linguaggio umano io non lo cambierò per sorta di timore di una derisione che non mi tocca se proviene da omuncoli che non trovano il coraggio di ammettere la propria fragilità.

Una fragilità che fu dei grandi artisti con i quali è uso riempirsi la bocca

ma per carità, lui era un artista e poteva raccontare la propria umana disperazione… noi oggi non PUO’.

Bene. Allora, se nessuno più PUO’, se siete tutti ricchi e famosi e per questo pubblicamente ignorate mariemarion l’urlatrice, quella che è sempre incazzata, quella che è VERGOGNA far sapere in pubblico che la si conosce se non avete imparato che è solo dal dolore degli altri che si guarisce se stessi ridimensionando il proprio

mariemarion vi lascia al bivio.

No, nessuno avrà più la beaMail, io smetto d’esservi amica back stage come voi vi siete vergognati d’essermi amici pubblicamente.

Siamo pari.

Tenetevi il vostro dolore vero o presunto, io mi tengo i miei guai che continuerò a raccontare ai miei unici amici, i destinatari di questo post.

E come direbbe il buon Pietro B. da oggi

CREDO NELL’AMICIZIA, MAI PIU’ NEGLI AMICI.

Ma ricordiamocelo tutti, da solo nessuno ce la può fare.E’, la condivisione della gioia e del dolore, quel qualcosa che fa la differenza tra noi e le bestie.

O debbo dire gli animali, decisamente più umani di noi?

mariemarion

    7 Responses

    1. Leggere Bea è farsi una bella doccia fredda. Magari ti si rimpiccioliscono le parti basse, ma dopo ti senti un’altro…

      Grazie Bea! Ed un salutone anche a Giulio.

    2. bello bello bello, :ò)) elenagaja

    3. non volendo pensare a ciò che mi porterà il domani, mi sento libero come un uccello.

      (Ghandi – citato da buba)

    4. riccionascosto

      Bea, io continuo invece a credere nell’amicizia E negli amici… anche se in quello che scrivi ci sono profonde verità.

      Ho solo smesso di aspettarmi qualcosa dagli amici, cercando di ricordare che sono solo umani. In questo modo ciò che arriva è un inaspettato regalo.

      Però è vero, troppo spesso ci chiudiamo a riccio (ed io ne sono certo un esempio) dimenticando che condividere un peso, lo alleggerisce.

      Grazie per avercelo ricordato.

    5. C’è poi chi NON PUò CONDIVIDERE CON CHI VORREBBE per i casi della vita

      Milla

    6. Tanta amarezza in quello che leggo, ma la vita è fatta anche di amarezza…E sono daccordo con te in tutto, a volte è scomodo stare con persone che ti buttano in faccia la realtà quando vuoi solo divertirti e pensare che nella vita è tutto bianco se lo vuoi!Cazzate, e non credo nell’amicizia VOLUTA, ma a quella che nasce senza neanche accorgersene…Ciao

    7. Caspita che forza in questo post! E’ il caso di dire che mi hai rubato le parole di bocca… è da qualche giorno che esprimo gli stessi identici concetti a un amico, anche se l’ho fatto a voce

      Grazie 🙂