Get a site
 

 



 


Mi chiamo Nejma, che in arabo vuol dire stella, e Lui si chiama Abdu, il sole. Portiamo la galabbia, la veste tradizionale lunga e chiara che usano i libici, ed un turbante di cotone per ripararci dal sole e dal vento del deserto, ai piedi abbiamo le ciabatte, come loro. Abbiamo lasciato i nostri abiti nella valigia e i nostri nomi in Italia, giochiamo ad essere ‘altri’ per pochi giorni, cinque giorni di deserto, di piste, di silenzio, di sabbia arancione anche sotto la luce della luna. Di notte ci allontaniamo dal campo a piedi, da soli, lontani dai nostri pochi compagni di viaggio. Il deserto di sabbia chiara e roccia scura si estende in tutte le direzioni, visibile, immobile, a volte nitido, a volte avvolto nella foschia, un paesaggio notturno sempre in mutamento. Nei nostri vestiti bianchi siamo anime perse nell’Ade, extraterrestri su Marte. Dormiamo sotto il cielo, un vento tiepido e leggero ci ricopre appena di sabbia. Di notte mi sveglio a tratti, trovo la luna sopra di me, mi dice il tempo trascorso, torno a dormire tranquilla. Prima dell’alba possiamo finalmente vedere le stelle mentre ascoltiamo la voce di Alì che prega. In questo luogo siamo stati felici.


 

    7 Responses

    1. Bentornata Occhivispi, e grazie per questa condivisione che trasmette magia, un po’ come certe atmosfere dell’Alchimista.

    2. ciao. io ho fatto anni fa un’esperienza simile, ma purtroppo ricordo solo il grande freddo che non mi faceva dormire e neppure connettere. colpa mia, avrei dovuto partire con più coperte. credo… 🙂

    3. ZU# Noi però, al contrario dell’Alchimista, al nostro ritorno abbiamo ritrovato tutto esattamente come lo avevamo lasciato. Forse nel deserto bisogna starci almeno 40 giorni, come alcuni insegnano, perchè lasci un bel segno.
      PADMINI# Sarà che ci siamo stati alla fine di Settembre, i miei colleghi a Gennaio si svegliavano con il ghiccio sulla tenda.

    4. Chiedo a tutti voi: esiste davvero il MAL DEL DESERTO?
      Io personalmente sono attratta dalle guglie delle cattedrali gotiche del NordEuropa, mai stata più giù di Napoli, non m’attrae il Sud del mondo. Ma leggo le parole davvero magiche di Occhivispi e le confronto con altre altrettanto magiche circa il deserto.
      Leggo Padmini e torno a chiedermi: è oggettivamente così affascinante il deserto o lo è solo in maniera soggettiva? credo che ognuno di noi abbia un suo luogo d’origine o di destinazione. Forse, Padmini, non era quella la tua stagione, forse io non l’ho mai visto e dunque non so. O forse NON è il deserto la nostra destinazione?
      Lascio la domanda e con gioia leggerò le vostre riflessioni.
      Un abbraccio, bea;)

    5. BEA# Chissà se la leggerai mai la mia risposta, ho letto la tua domanda solo oggi. Mio padre è nato in Africa, quindi il deserto è un pò di famiglia, ma io non credo che ognuno di noi abbia un suo luogo. A me piace curiosare e conoscere, i luoghi come le persone. E mi capita di innamorarmi dei luoghi, così come mi capita di innamorarmi delle persone. Non ho pregiudizi, almeno cerco di non averne. Chissà, forse un giorno avrai l’occasione di andare nel ‘Sud del mondo’, spero che risponderai con un ‘perchè no!’.

    6. Per ZU: come si fa a immaginare dopo giorni o settimane che qualcuno t’ha risposto a un commento? non avrei mai ricordato di tornare qui se non me l’avessi avvertito tu, non c’è un modo migliore?
      Grazie comunque;)

      Per OCCHIVISPI: Cacchio! ci mancherebbe che non t’augurassi di girare il globo terracqueo per l’insù e per l’ingiù. Anzi, già che ci sei fallo anche per me.
      Riguardo alla tua Africa, forse non avrò il mal del deserto, ma un dolore sottile che mi trapassa ogni giorno nel vederne distrutte la storia, la civiltà e le popolazioni quello sì, ce l’ho.
      Non sono nata in Africa ma di sicuro sono stata schiavo nero in qualche mia vita passata, e quest’Africa qui a me non parla d’amore e di magie, purtroppo.
      Siamo cittadini del mondo e fratelli, amica mia. L’anima mia non prevede confini e non possiedo un passaporto. Aspetto il giorno che si potrà andare ovunque senza dover confessare a un doganiere che non si porta sfiga una volta oltrepassata la dogana.
      Aspetto il giorno in cui i popoli recupererannno la libertà di sentirsi padroni di niente.
      Soltanto del proprio libero pensiero.
      Buon anno e buon viaggio Occhivispi.
      bea;)

    7. Chiedo venia Zu.
      Dirai che è tanto semplice ritrovare i commenti, basta affacciarsi ogni giorno qua dentro.
      E ciai ragione ciai.
      E’ che ogni tanto mi prende la sindrome da rifiuto di internet.
      Ma tu non farci caso, mi conosci ormai;)
      Buon Anno Zu, con tutto l’affetto del mondo.
      bea;)