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Parole e piatti

Dunque, la teoria la so. Anzi, l’ho inventata. Va be’, diciamo verbalizzata, in un impeto di lucidità mentre discorrevo con mia sorella, anche lei intenta a riflettere sulla necessità di sbatter giù chili.

La teoria, dicevo, è questa: non conta mettersi a dieta, perché con la dieta si rimane nell’identico schema mentale che ti porta a ingrassare. Occorre invece cambiare completamente l’approccio al cibo, smettere di attribuirgli eccessiva attenzione o addirittura importanza centrale nella nostra vita.

Pur continuando a degustare e apprezzare, bisogna smettere di essere ossessionati dal pensiero di ciò che mangeremo, non mangeremo, potremo o non potremo mangiare. Giusto. Da fare. Al più presto. Anzi, subito.

D’accordo. Resta però da spiegare come inquadrare in questa visione del mondo la mia scelta, avvenuta il giorno successivo a quel dialogo, di 5 canederli al goulasch seguiti da gelato con frutti di bosco e panna montata all’agriturismo di Salanzada, del quale poi, a merenda, non ho voluto trascurare le buone fortaie (Strauben per chi viene dall’Alto Adige).

    2 Responses

    1. io ho sempre fatto così. l’unico inconveniente è che certe volte, quando vado di fretta mi dimentico di cenare… però quando mangio, non guardo certo la caloria, anzi mangio tutto ciò che voglio 🙂

    2. io so solo che se domani la gastro va bene mi sparo una carbonara coi fiocchi. Io ho fatto 3 dico 3 mesi di pasta all’olio, e per me che amo i primi piatti, è stato un incubo….percui da domani in casa mia ci sarà la saga dei primi