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Siccome il dolcetto e il prozac (uno dei due o tutti e due) mi rendono loquace anche oggi vi toccano cinque minuti della mia vita. La traduzione è ancora là, ma mi sono schiodato da pagina 190 e arrancando sono arrivato a pagina 195 il che non rappresenta un progresso enorme ma mi fa ben sperare per la futura conclusione del capolavoro e tanto mi basta… Il fisico australiano che ha scritto questo libro su cui mi ritrovo a sgobbare per pochi euro a pagina è diventato un corrispondente abituale: oltre alle domande/risposte sulla traduzione ci scambiamo opinioni varie sull’argomento più in voga attualmente : guerra. La sua Australia è in guerra, lui è schifato. Mi scrive: l’umanità fa talmente ribrezzo che sempre più facilmente mi rifugio nel mondo delle particelle elementari, in un mondo di materia speculare dove la gente è onesta e la giustizia è ancora un valore. Personalmente mi rifugio nella pipa, nel gotto di vino, in un po’ di musica, altri si rifugiano altrove (sesso droga rockn’roll televisione calcio blogs!!). Ma quel che conta è che l’occidente ricco è pieno di rifugiati gente che sfugge ossessivamente un senso di disperazione e d’impotenza onnipervadente, mentre il terzo mondo si riempie di sfollati, diseredati e bombardati (soprattutto perché per sfuggire alla disperazione e divertirci abbiamo bisogno di bruciare un mare di risorse, di petrolio, di elettricità). E così tra rifugiati e sfollati la baracca va avanti scricchiolando… E se ci fermassimo e la guardassimo finalmente in faccia questa nostra cazzuta disperazione impotente? buon week end!

    2 Responses

    1. sono in condizione di fare due domande, e non è detto che ne capisca ancora qualcosa:
      a) chi è il fisico?
      b) da quale Cantina proviene il dolcetto?
      saluti a tutti

    2. Scusa signor NonMiRicordoPiùComeTiChiami.
      Ti frego le parole del tuo amico fisico.
      Sono sconvolgenti, tragicamente stupende.
      Era proprio ciò di cui volevo parlare oggi. Ti ringrazio, a buon rendere.
      bea